lunedì 26 settembre 2011

Spigolo Vallepiana - Torrione Casati - Grigna

Eccoci qua, le uscite di ghiacciaio son ormai giunte alla fine ed allora che fare????....andiamo a provare qualche via di roccia, ma visto che siamo alle prime armi dove andare???....

Tutto ha inizio con lo Zucco Pesciola, sappiamo che ci sono delle belle vie facili facili da fare, ben protette  dove iniziare un avvicinamento da primi alle vie di roccia…..ma ecco che il Meteo decide che dopo tanti giorni di caldo è ora di metter giù un po’ di neve e visto che tutte le vie sono a NORD…..l’itinerario salta e la scelta ricade sulla Grignetta – Piramide Casati – Spigolo di Vallepiana (Anche perchè far congelare delle giovini donzelle potrebbe essere un bene da una parte...magari proviamo qualche tecnica di riscaldamento.....ma sicurametne è un male dall'altra)....

Solito giro di mail ed alla fine ecco che i bravi ma lenti si danno appuntamento davanti Bertoni per le 07.15 di Sabato mattina, tanto nn abbiamo mica fretta…..alla spedizione questa volta partecipano La Nutra, Elisa (Soprannominata Monica “ma questa è un’altra storia “Lucarelli Dixit),Pier, il Maffo….ed in aggiunta Elena simpatica conoscenza del Pier…..la Samantha causa influenza pacca all’ultimo secondo.

Con andamento molto blando….raggiungiamo il pian dei Resinelli e decidiamo di attaccare la salita sino al rifugio Rosalba dal sentiero delle Foppe….alle 09.30 siamo ancora alle macchine, ecco non chiedetevi come mai da Bertoni al parcheggio siano passate più di due ore perché nn siamo in grado di spiegarlo…. le vie del Signore sono infinite dicono.

La salita sino al rifugio si svolge con calma a parte Pier ed io che abbiamo allungato un po’ il passo solo per poter mangiare una fetta di torta, il Maffo per questo ci ha guardato male per buona parte della giornata, alle 11:30 siamo all’attacco della via, ci hanno superato in tanti già pronti con imbrago ed attaccheranno prima di noi….c’è chi è contento di ciò (Pier ed Io….almeno vediamo dove và la via) e chi meno…..Elena al pensiero dei sassi che faranno cadere da sopra….

Mentre prepariamo l’attrezzatura e le corde ne succede di ogni….prima della cordata di Pier c’è in attesa una cordata composta di due fanciulle che attendono che si liberi il primo tiro ed ecco che…..il terzetto in via ne combina di ogni……

Il primo in sosata….”Molla tutto”….il secondo che faceva sicura…..”mollato tutto”…..ed ecco che il primo inizia a recuperare la corda…..la quale si incastra ed il secondo bello come il sole gli dice…”vengo” e riparte così:
1) Corda ancora da recuperare
2) Non ancora assicurato con piastrina
3) Le due mezze le aveva ancora nel secchiello in vita

Posso solo dire che abbiamo evitato ogni commento….ma l’incrocio di sguardi alla base della via tra di noi che dovevamo ancora partire è stato più significativo di tante parole…..

Fortuna che tra mè e loro ci saranno in mezzo almeno due cordate…..mentre attendiamo che si liberi la sosta per noi arrivano due signori (marito e moglie) che se sommiamo i loro anni probabilmente noi in tre non li raggiungiamo…..lui è l’emblema dell’uomo di montagna….. dopo un 15 minuti se ne vanno abbozzando la scusa del pessimo tempo (siamo in mezzo alle nuvole) e del freddo e sorridendo ci dicono che torneranno per farla con il sole…..secondo mè son scappati perché hanno visto quanto eravamo lenti…..

Alla fine non so quanto ci siamo stati alla base della via ma penso che sia passato un bel po’ di tempo…..non giungerà nessuno ad accodarsi a noi e quindi saremo l’ultima cordata a salire lo spigolo per oggi…..meglio così, avere qualcuno che preme dietro non mi renderebbe felice…..

E vai finalmente si parte…..il primo tiro passa in modo semplice, nessun intoppo anzi mi sento coem un rocciatore esperto, nonostante le protezioni siano distanti non entro in crisi, ma il primo tiro non è il tiro difficile…..arrivo in sosta e trovo Pier ed Elena pronti a ripartire…..

Siamo sul secondo tiro ed ecco che iniziano le difficoltà….è un tiro di placca ed io ODIO la placca….in più è anche il tiro difficile della via…..meglio che non ripeto tutto ciò che sono riuscito a dire perché ne ho dette veramente troppe……ma per esprimere bene il concetto posso solo dire che me la sono fatta sotto in ogni senso…..(fortuna che Pier mi aveva lasciato una protezione in più fatta con un cordino)…..

Il terzo Tiro è passato abbastanza facilmente….per arrivare al quarto tiro, ecco qui c’è da dire che non è un tiro difficile nel vero senso della parola, è un tiro “Bastardo” dal punto di vista mentale….tu parti e sali in verticale ed arrivi ad un fittone, rinvii ed a quel punto inizi un traverso di una decina di metri…..ecco arrivato a circa due terzi del traverso mi sono accorto che mi ero spostato un bel po’ lateralmente e che la parte sopra era bella dritta come anche la parete sotto di mè….in quel momento le gambe hanno pensato bene di farmi “giacomo-giacomo”….e quel rinco del neurone ha iniziato a pensare”se cadi da qui sei finito….se cadi da qui sei finito….”….la mano è andata ai Friends….c’è una fessura usala….provo il primo non si incastra, provo il secondo non si incastra….”FINITIiiiiiiiiiiiiiiiiii”…allora proviamo con i Nut…..Orca boia è una fessura senza incastro nn ne entra nemmeno uno……PANICOOOOOOOOOOOOOOO (E qui immaginatevi la mia faccia come nel famosissimo quatro l'Urlo")…….Nutria stai calma….e pensa “Sono un Geko….sono un Geko…sono un Geko”……per questa volta il mantra ha funzionato, riparto ed arrivo al “terrazzino” posto li a tre metri dove trovo un bel fittone dove rinviarmi….FIUUUUUUUUUUUUU….anche per questa volta me la sono sfangata…..

Da lì in poi è stata, per modo di dire, una passeggiata…..perlomeno non abbiamo incontrato gravi difficoltà che ci abbiano rallentato più di quanto non ci abbiano rallentato quelle prima…..a parte l’ultima “fessura”….perchè come ha detto giustamente il Pier…siamo proprio uomini appena vediamo una fessura ci infiliamo a pesce……e stai leggermente più in fuori….che se non ti incastri è meglio…

Cavoli stavo dimenticando la frase del giorno che come da copione non poteva che arrivare dal Maffo…. “Ma le Grigne le hanno costruite a secco?”…tutto ciò perché per tutto il giorno si è sentito fischiare sassi a destra ed a manca…..HAHAHAHAHAHA….la risposta ovvia è stata…..”La prossima volta ci si porta del cemento rapido”….

Alla fine alle cinque e qualcosa eravamo finalmente in vetta……in mezzo alla nebbia (ma forse è stato meglio così visto che così sì e offerta meno l’esposizione)…..e alle 19.00 eravamo finalmente al forno dei Resinelli, speranzosi di mangiar qualcosa, ma ci siamo dovuti accontentare di una birra….le cavallette erano già passate e si erano spazzolate tutto…..(te credo quelli erano Bravi e veloci…mica come noi……lenti ma lenti ma lenti)…..

Besos a tutti…..è stato veramente divertente….e per questa volta è andato tutto bene…si ringraziano i partecipanti,ma  in modo particolare i Friends ed i Nut….che non so se servono in caso di caduta, ma fanno sicuramente bene alla psiche……unica nota dolente….ho finito le scarpe….mi tocca risuolare…..SGRUNT…..

Dimenticavo un ringraziamento speciale al Dio dei Morti egiziano per avermi sostenuto….lui sa sicuramente il perché…..sopratutto sul secondo tiro…….Grazie di cuore….

mercoledì 24 agosto 2011

“La montagna è una febbre che ti prende da giovane e ti resta dentro, anche se il mondo va cambiando intorno a te, anche se i muscoli un giorno dicono basta e la famiglia reclama i tuoi spazi, e forse altre ragioni di vita meno egoistiche e più nobili vengono a sovrapporsi nel corso del tempo. Nonostante tutto alpinisti si resta, e da alpinisti, fino all’ultimo, si continua ad osservare le montagne con sguardo obliquo, cercando vie di salita, vagliando i colori e la grana della roccia, soppesando le condizioni del ghiaccio nell’algida luce di un’alba o nel riverbero di un tramonto. L’attaccamento alle pareti non si misura con gli anni e forse nemmeno con l’azione. Si misura con la passione. Questo è il fantastico, enigmatico, umanamente folle e follemente umano fascino della montagna, dove non ha senso ciò che si vede, ma solo quello che non si vede. Quella fiammella che gli alpinisti si portano dentro cercando di non scottarsi troppo.”
 Enrico Camanni